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La critica d'arte è la mera capacita' di esaminare nonchè giudicare una ''forma espressiva'' in merito alla sua bellezza,verità o utilità.
E' essenziale riconoscere ,nel caso di una "copia" ,le qualità pittoriche che rendono l'opera stessa ''uguale o anche diversa dall'originale''. Necessita perizia nell'affrontare con immediata ricerca l'osservazione tramite la giusta coesione delle ''emozioni'' che si provano nel vedere un dipinto. A questo si deve aggiungere personalità nel prevedere l'essenzialità dell'opera,l'estro dell'artista,il canovaccio,il riferimento storico-conoscitivo,la scelta dei colori e la prospettiva che diventa ''fattore preponderante nella profondità delle figure,dinamismo nella precisione analitica e richiamo simbolico nella comprensione pittorica''.
L'iconografia è una parola ''capziosa'',usata dai critici nell'arte e ,riscoperta nell'etimologia greca , quale ''disciplina'' che studia l'arte figurativa nelle sue modalità di rappresentazione (da ''eikòs-onos'' immagine e ''graphia'' scrivere ).
L'immediatezza,però, aiuta e tradisce ''allo stesso tempo'' il critico in quanto richiede ''cauta indagine '' nel studiare le varie forme con cui si rappresenta l'arte e''discernimento'' di quegli aspetti essenziali per dare interpretazione allo scenario pittorico;
attraverso questa concezione la critica d'arte si scopre ''criticismo''.
L'artista ,nel senso ''forte'' della filosofia,può creare l'Assoluto ,attraverso l'intuizione sensibile, riuscendo ad ottenere unità,coesistenza tra forma e contenuto.Il critico,invece,è abile nel cogliere l'essenza che l'opera manifesta attraverso il ''genio realizzativo'' del suo artefice.
Questo concetto viene applicato nel San Gerolamo in meditazione;
il Baserga in quella riproduzione ha disegnato ''tecnicamente'' il soggetto secondo il ''naturalismo acclarato'' del Caravaggio,ma con alcune diversità ''tangibili''all'osservazione generale.
Il vero elemento che contraddistingue la copia è la luce che risalta la figura nel buio profondo,ricrea pienamente la proporzione del viso attraverso la postura delle braccia,delinea il corpo ''meno curato nella prospettiva '' in contrasto con la dalmatica e la natura ''morta'',vicino al tavolo,quest'ultimo poco percettibile.
Il ''lenzuolo'' è un particolare forzato e ricercato per dimostrare l'abilita' dell'artista ,nel voler definire con precisione analitica lo scenario,
secondo quel tocco di ''vivacità e personalità'' che si vuole enfatizzare non copiando un determinato ''particolare''.
La scelta di rappresentare ''l'ascetico'' nei canoni ''naturali'' secondo un'indagine attenta ad evidenziare il volto consumato,ma vivo,verificabile ai sensi e non lasciato alla libera interpretazione.
E' essenziale riconoscere una mera capacità nel dare vita a opere ''concettualmente '' ritenute ''legate al passato'' e poco ''riferibili con la pittura moderna''.Nella Madonna del Rosario (sezione dedicata),prevale l'uso del pastello ,nella sua ''crudezza'',efficace nel prospetto figurativo in relazione agli elementi precisi dell'anatomia.Significativo il particolare della donna (disegnata nelle fattezze ''più tonde'' e vicine alla bellezza del corpo femminile) mentre accompagna il ''bimbo'' alla preghiera.Il risultato è un'opera di forte impatto emotivo e religioso.Allo stesso modo,nella Vocazione di S.Matteo (sez.dedicata) si nota l'uso ''misurato'' degli effetti chiaroscurali nel rapporto spazio e luce;il gabelliere è ''accennato'' nella prospettiva,in secondo piano ai due ''comprimari'',in netta evidenza al contrasto che,sopra la mano del Cristo,taglia per metà il locale.
L'essenzialità della copia o falso d'autore è percepibile attraverso l'uso corretto dei simbolismi pittorici,nella gestualita' dei personaggi,acclarati nella ''specifica interpretazione''.
L'incredulità ,nella versione a particolare,sollecita in maniera preponderante il gesto ''significativo'' dell'apostolo Tommaso,mentre verifica il dito nel costato del Maestro.La Deposizione ,San Matteo e l'angelo sono prova del ''pragmatismo'' in pittura ,tramite la personalità dell'artista nel creare ''profondità nel gioco sotteso del colore'',in risposta al sollecito figurativo.
Infine,è un fattore importante riconoscere il ''linguaggio aulico'':elemento fortemente richiamato e molto distante dalla '' mediocritas e dall'effimero''.
______________ Roberto Baserga
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San Gerolamo in meditazione
copia eseguita a pastello