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Pittura è saper riprodurre ogni forma e contenuto ,basandosi su una mera chiarezza espositiva, libertà di contenuto nonchè precisione nel circoscrivere un contesto storico,culturale,sociale ,sapendo di toccare alcune concezioni con piena libertà e sicurezza.
L'artista è libero di interpretare questo concetto ,basandosi sulla scelta della tecnica,del colore,della prospettiva,del "canovaccio" con cui disegna e colloca i personaggi.
In Caravaggio questo si traduce con il plasmare le figure povere ma reali, dandone un' importanza solenne ,significativa,contenutistica sia nella forma e nella ricercata prospettiva e del chiaroscuro preponderante. La pittura è questa.
Da un lato questa espressione sembra contraria al contesto in cui vive la pittura del nostro secolo di contaminazioni stilistiche ricercate e mischiate con generi astratti e alternati da colori acerbi e informali.
Ripercorrere oggi quello stile ,significa addentrarci in un tempo preciso,richiamato dalla forma precisa e da un linguaggio ,che io definisco "aulico".
L'artista vuole comunicare allo spettatore sentimenti profondi; in quella pittura le madonne e le altre figure sacre sono riprodotte nel reale , suscitando stupore per i personaggi che le interpretano.