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Le opere di Caravaggio eseguite a mano da Roberto Baserga
L 'intreccio della ''profondità'' con la ''precisione'' nel disegnare i tre penitenti rende la scena più realistica e più ricca ''di quel naturalismo pittorico'' che nella pittura del Caravaggio trova piu' emozionante e caratteristica l' opera in sè.
Di vitale importanza e' il gioco della prospettiva, utilizzato con piena maturità: i tre penitenti sono collocati nel rispetto rigoroso della profondità spaziale, le loro mani protese assumono una posizione simmetrica a quella del santo.
Nella copia a pastello, qui presentata, viene riproposta la scena centrale del quadro ; rispetto alla vocazione di S. Matteo, a S. Matteo e l' angelo ,all' incredulità di Tommaso ,l' opera va studiata nella sua complessità,costituita dal gruppo dei fedeli che pregano San Domenico.Del Santo significative sono le ''mani'' protese ai bisognosi, che a loro volta si prostrano davanti a ''lui'' , inchinandosi. Il ''rosario'' tenuto in quelle ''mani'' rappresenta simbolicamente il punto di incontro nella preghiera che il fedele ricerca nel momento della disperazione.
Caravaggio ripropone nella scena pittorica con estrema efficacia il tema ''religioso'' ,di cui nelle sue opere è un aspetto molto significativo: l' animo del fedele implorante ai piedi di San Domenico, è mosso alla preghiera e alla meditazione, alla ricerca di quella luce nascosta << lumen oblatum>> che per lui significa ''speranza''.
L' uso del chiaroscuro rimane ancora un elemento forte, anche se ''nella pienezza delle figure'' ricoprono un ruolo essenziale le tonalità forti e calde che intensificano ancor più la scena nella ''sua drammaticità e nella sua bellezza''.
Infine la giovane donna che tiene sotto cura il suo piccoletto ha un significato ''profondo'',in quanto sottende una partecipazione piu' sentita nel momento della preghiera,che nel quadro e' molto enfatizzata; ma può celare anche un carattere ''autobiografico'', dato che il Merisi aveva commesso molte ''turpitudini'', e quindi il "bimbo" potrebbe alludere alla sua anima ,ormai presa dalla disperazione e dal ''buio'' della coscienza'' per quelle azioni scellerate.