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Le opere di Caravaggio eseguite a mano da Roberto Baserga
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Vocazione di S.Matteo
copia eseguita a pastello
<<Il Vangelo rivela che Gesù ,dopo aver raggiunto Cafarnao,vide un uomo ,chiamato Matteo,seduto al banco di una gabella e gli disse :seguimi.Ed egli ,alzatosi lo segui.>>
In questa copia viene riprodotto il gesto simbolico di Cristo che addita,nel chiuso di un locale ,il futuro santo (quest'ultimo non riprodotto nel particolare).
Ripensando all'opera originale ,dipinta dal Merisi per la Cappella Cantarelli,per volere del cardinale Vincenzo del Monte ,la scena pittorica della chiamata trova una possibile interpretazione nell'etimologia del nome Matteo,in quanto puo' avere diversi significati.In base a quel gesto puo' significare ''mano di Dio'',da ''manus'' mano e theos ,da ''deus'' Dio ,o come secondo significato ''magnus'' ,ossia ''grande'' per essere stato chiamato dal Signore e per aver ricevuto quel ''privilegio'';ma anche ''uomo,a cui è destinato il computo di trascrivere i precetti del Vangelo.Caravaggio unisce tutti i significati ,disegnando Cristo che entra nel buio di una ''taverna'',assieme a Pietro (simbolo della chiesa).
La luce ,che taglia per metà lo scenario e' una mera allusione alla ''fede'',che si manifesta abbagliando i bari e i contamonete,tra questi il ''pubblicano Matteo'',disegnato nelle sembianze di un'uomo attonito dalla presenza divina.
Quest'ultima interpretazione ha una sua ''veridicità'' nel testo evangelico in quanto Levi (altro nome di Matteo) incontra Gesu',per mezzo della chiamata,da uomo ''peccatore'' e non da ''praticante di fede''.
Va invece giustificato il significato di ''mano di Dio'' in base al concetto filosofico dei ''miracoli che il futuro santo eseguira' per volontà del Signore''.
Vi è infine,una forte concezione ''illuminista'' nel dipinto del Merisi,in quanto il significato della fede viene traslato nel rapporto ragione e scelta.L' uomo è padrone di ottemperare alla religione o al contrario perdersi nella perdizione e nelle cose vane.
Quest'ultimo elemento si pone in raffronto filosofico con Sant'Agostino ,che riteneva Dio,fautore ''assoluto'' della salvezza dell'uomo,senza alcun discernimento possibile.
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la presenza di Pietro
gioca un ruolo ''dominante'' nella ''prospettiva'',
poichè sollecita la profondita' delle figure,disegnate nel piano ''chiaroscurale''.
Apprezzabile la ''meticolosità'' nel riprodurre i particolari della veste del Santo e la ''naturalezza'' della postura ''dinamica'' del corpo ,reso reale nei colori.
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il gabelliere
è ''attonito'' dalla presenza ''inaspettata'' dei due ''comprimari'' nella scena.
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la presenza
di ''Cristo chiamante'' è scolpita nel buio del locale.
Questo elemento trova una possibile spiegazione,in riferimento all'opera del Caravaggio;in quanto il Signore
,originariamente,
appariva nel quadro ,senza la figura ''coprente'' di Pietro.
Aggiunto
,successivamente,
per sollecito dei ''porporati'' che ritenevano ''indegno'' veder disegnato ''Cristo senza il primo apostolo della chiesa''.
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apprezzabile ''la personalità''
dell'artista nel saper disegnare con ''freschezza pittorica'' la proporzione della mano in relazione al gioco ''espressivo dei soggetti''.
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